BARILLA PAVILION, PARMA

OBIETTIVI

L’elemento cardine che ha caratterizzato la fase progettuale è stato quello di intendere il Barilla Pavilion come un landmark, un’Icona.

Localizzato alle porte di Parma, prima città italiana dichiarata dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità per la sua gastronomia e capitale per eccellenza della Food Valley, il Barilla Pavillon si pone l’obiettivo di eliminare i confini tra l’azienda ed i visitatori sviluppando come prima cosa uno spazio che rappresenti la miglior ambientazione per raccontare al mondo la storia di Barilla e la sua visione del futuro, ma soprattutto un luogo di sperimentazione e condivisione di idee.

La proposta progettuale vuole così sviluppare uno spazio che sia coerente con la filosofia Barilla, riassunta dal motto “Buono per Te, Buono per il Pianeta”, che più semplicemente significa un impegno verso i consumatori, i propri collaboratori e l’ambiente, per costruire il miglior futuro possibile.

Il Padiglione, per sua natura, diventa un segno architettonico, essendo riconoscibile da tutta l’area circostante, ma anche baluardo imprenditoriale; è luogo d’incontro per la comunità e centro nevralgico di eventi, esperienze e contenuti esclusivi, uno spazio in cui Barilla può sperimentare liberamente e cercare un costante dialogo tra il suo mondo e quello dei visitatori. Il Padiglione diventa quindi un vero e proprio centro di eventi aperti al pubblico, che potrà così conoscere più da vicino i prodotti e la catena di produzione, e spazio di sperimentazione, in cui organizzare momenti formativi e culturali.

Il Padiglione diventa esperienza a 360°: incontrare, informare e sperimentare, conoscere per condividere e crescere.

 

CONCEPT

Lo sforzo progettuale si è concentrato sul territorio e sulla rilettura della tradizione agricola; le geometrie dei campi di grano organizzano i terreni esterni e ordinano all’interno di uno spazio liquido le funzioni del Padiglione. Queste sono contenute all’interno dei pod; elementi materici che galleggiano nell’open-space del padiglione, dalle diverse finiture e dimensioni a seconda della funzione che li caratterizza.

Questi elementi definiscono la funzione più “privata” (cucine, uffici start-up, servizi, negozi), organizzando lo spazio al loro interno con ambienti definiti, a favore di una maggiore libertà dello spazio al loro esterno.

Le funzioni e le dimensioni dei pod sono dettata da una matrice, da una regola formale volta a dare una gerarchia all’intero sistema. La sala conferenze trova spazio nel blocco più grande, mentre gli shop e i servizi nei blocchi più piccoli. Il sistema delle funzioni segue un secondo livello di studio; Ovvero ogni macro-funzione è caratterizzata da un pod principale (solitamente quello più grande), a cui vengono affiancati quelli più piccoli, con il fine di esprimere a pieno la propria funzione.

L’esperienza del padiglione inizia all’esterno con un percorso pedonale di accesso che attraversa il verde realizzato prevalentemente con dei campi di grano e colture sperimentali. Il paesaggio viene inteso come un elemento che si trasforma secondo le stagioni, dove vivere i profumi e i colori della natura e della terra dove nasce la Barilla. Lo spazio del padiglione è pensato come un grande spazio “liquido” aperto e trasparente, dentro il quale sono organizzate le varie attività in piccoli o grandi volumi, gli human-pod. Si traduce in due piani; il piano terra, è inteso come uno spazio dedicato più alla parte pubblica, caratterizzato da tute quelle attività legate alla cultura Barilla: new shop, Sapori Barilla, Barilla for food and nutrition e la grande sala conferenze. Il primo piano invece ospita le start-up. L’elemento che lega tutte queste funzioni con l’obiettivo di renderle complementari è la Experience Area; una grande lobby in cui il visitatore è accompagnato in tutti i rami di ricerca di Barilla.

L’elemento che rompe lo schema appena descritto è quello che contiene il Barilla Collection, una grande sala espositiva che si sviluppa su tre piani che ospiterà la collezione della famiglia Barilla. Questo elemento, per garantire il suo utilizzo autonomo rispetto alle altre funzioni, è posto appena fuori il Padiglione ma comunque protetto dalla grande copertura .

Sinuous and kindle

Un padiglione che si sviluppa in orizzontale ed esprime la sua personalità con l’involucro e la sua forma. Il volume è generato da due ellissi concentriche decentrate, il richiamo al marchio e all’uovo è dichiarato. Una facciata ellittica completamente vetrata che si apre sulla campagna circostante, protetta da un frangisole continuo realizzato con tubi verticali di colore bianco. La verticalità del frangisole richiama l’immagine che offre un campo di grano con le sue spighe. Il sistema protegge le vetrate dai raggi diretti del sole, ma al tempo stesso diventa un captatore e diffusore della luce naturale verso gli spazi interni. Il padiglione si presenta così come un volume che non vuole imporsi per la sua altezza e prepotenza, a differenza di molti altri volumi che si impongono per la loro mole lungo l’autostrada Bologna-Parma. L’azione di marketing urbano in questo caso è ricercata attraverso la leggerezza, la sinuosità e la “gentilezza”.

Un carattere architettonico definito da un frangisole che vibra sotto i raggi del sole e di notte con la luce artificiale che filtra all’esterno, inverte la sua lettura, lasciando intravvedere quello che contiene.

Alimentary IoT     

Il sito sarà attrezzato da un sistema di geolocalizzazione della persona che attraverso un’applicazione e dal proprio smartphone (o un device consegnato in loco) potrà vivere all’interno dell’area un’esperienza unica. Racconti, spiegazioni, attivazione di filmati, propagazione di profumi, giochi, e le applicazioni più diverse saranno “in tasca” a portata di un dito.

 

Fattibilità tecnica

I principali criteri alla base della fattibilità dell’intervento sono:

– edificio Zero Energy Building ZEB;

– energia da fonti rinnovabili (sonde geotermiche e pannelli fotovoltaici);

– massimizzare le prestazioni passive dell’edificio per ridurre gli apporti energetici attivi;

– sistemi di riscaldamento e raffrescamento di tipo radiante con integrazione di aria primaria;

– ventilazioni naturali;

– luce naturale;

– alta efficienza energetica degli impianti;

– massima superficie verde e drenante;

– gestione delle acque con fitodepurazione;

– minima struttura verticale con copertura leggera lenticolare spaziale.