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“No city – Tra tempo e spazio” Tempio di Pomona, Salerno, 25 settembre 2009

La città europea si presenta oggi come un modello di aggregazione urbana in crisi formale e funzionale. Un cimitero di memorie e di architetture, ma anche di cadaveri industriali ingombranti, in cerca di nuove ridefinizioni e di una strategia di connessioni nella rete planetaria. Per le amministrazioni pubbliche e per gli architetti il problema non è solo il recupero dei centri storici e delle periferie improvvisate costruite negli ultimi cinquantanni. Sobborghi, già inglobati nelle aree semicentrali, al ridosso delle quali crescono le ultime espansioni intorno ai mega ai centri commerciali vicino alle tangenziali, indicano ulteriori contraddizioni in un impianto urbano che insegue sogni di modernizzazione. Le nuove costruzioni dilagano come un tumore impazzito sui territori europei, a volte tentando di scimmiottare lo stile delle megalopoli orientali, altre volte riproponendo adattamenti e figurazioni architettoniche spettacolari firmate da progettisti internazionali. La metafora del web adattata alla scala urbana e architettonica sconcerta l’organizzazione della città classica, ma suggerisce modelli di sviluppo orientati a soluzioni “global – local”. Le committenze e gli architetti contemporanei sono chiamati a riflessioni sulla vivibilità delle città anche come luoghi per costruire le identità collettive, ormai al tracollo per la rapidità dei cambiamenti.

 
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